Agopuntura

Tarcisio Mezzetti

Per capire ciò che sta dietro l'agopuntura bisogna leggere i testi ufficiali e cercare di comprendere che cosa vogliono insegnare. Prendiamo un testo: "Lezioni di Agopuntura " di Antonio Monti (1)  e fin dalla prima pagina osserviamo come viene presentata questa tecnica cinese. Sotto la voce "Distinzione fra agopuntura energetica e riflessoterapia " l'autore scrive:

"Il pensiero occidentale presenta come costante in tutti i suoi principali sistemi ideologici, un'antropologia statica e triconomica: l'uomo è visto come soma (corpo), psiche e nous (mente). L'antropologia orientale concepisce l'essere umano come un sistema energetico monistico: l'uomo è energia che, e secondo della sua genesi e funzione, è denominato: cromosomica, mentale, trofica e difensiva.(2)

"L'agopuntura è pertanto la massima espressione di una antropologia, di un modello di vita, di una interpretazione esistenziale. La  riflessoterapia è un'agoterapia (3) ; nel momento in cui tenta di chiarire la dinamica fisiologica e patologica delle stimolazioni", rende un servizio all'agopuntura; quando pretende di identificarsi con essa, cade nell'assurdo e nell'arbitrio di voler fare coincidere una tecnica con una concezione antropologica".(4)

"Anche se in futuro i riflessoterapeuti arrivassero ad usare gli stessi punti degli agopuntori orientali, sarebbero sempre lontani dalla terapia orientale per una diversa forma mentale, operativa, clinica, diagnostica profilattica e terapeutica. E' per questo che quando l'agopuntura farà il suo ingresso nelle facoltà mediche, che ormai hanno smarrito ogni supporto antropologico per quello meramente tecnicistico (5) cadrà nella schizofrenia, come sta accadendo alle facoltà orientali che tendono ad occidentalizzarsi".(6)

"La chiave di volta tra la medicina orientale ed occidentale, non sarà certo la neurologia o l'endocrinologia che riguardano aspetti del soma che a sua volta è una componente dell'essere umano in toto, ma dovrà essere ricercata in un trait d'union molto più generale e profondo, come potrebbe essere la concezione einsteniana del rapporto tra materia ed energia applicato alla medicina. (7)

Prendendo in considerazione solo i passi riportati si scorge come in queste lezioni da un punto di vista scientifico si facciano affermazioni molto gravi. Cerchiamo di esaminarle con attenzione:

a. Si comincia con l'escludere come punto di riferimento la scienza e si afferma che l'agopuntura è un derivato dell'antropologia orientale. Si sposta cioè il problema dal terreno scientifico a quello filosofico. Poi - in obbedienza a tale concetto filosofico - si afferma tout court che "L''uomo è energia ". Di conseguenza:

"L'agopuntura è pertanto la massima espressione di una antropologia, di un modello di vita, di una interpretazione esistenziale".

b. L'agopuntura occidentalizzata, cioè esercitata tenendo in considerazione non gli ipotetici e inesistenti "meridiani" degli antichi cinesi - che non conoscevano affatto l'anatomia del corpo umano ma, stimolando con gli aghi le terminazioni nervose, viene degradata a "riflessoterapia " e l'autore si sente di affermare che quando quest'ultima:

"pretende di identificarsi con essa, cade nell'assurdo e nell'arbitrio di voler fare coincidere una tecnica con una concezione antropologica".

c. Che l'agopuntura non fosse una terapia scientifica per noi non è mai stata una novità. Ma in questo caso è lo stesso autore che lo afferma; scrive infatti che, perfino se l'agopuntura occidentalizzata un giorno scoprisse gli stessi punti dell'agopuntura cinese, rimarrebbe ugualmente inconciliabile e lontana dall'agopuntura cinese:

"... per una diversa forma mentale, operativa, clinica, diagnostica profilattica e terapeutica".

Infatti perderebbe tutta la sua parte magica ed esoterica per diventare una normale terapia medica. L'autore afferma anzi di non volere che l'agopuntura faccia "il suo ingresso nelle facoltà mediche" per non cadere addirittura nella ,"schizofrenia", come sta già accadendo alle facoltà di medicina orientali che abbandonano progressivamente queste terapie per occidentalizzarsi. Non si accorge l'autore che così dicendo fa capire a tutti che l'Occidente va raccogliendo misticamente quello che l'Oriente dopo verifica scientifica ha abbandonato?

d. Tutti gli autori New Age ed i loro seguaci, quando devono spiegare qualcosa del mondo monista e magico dell'Oriente, per renderlo più accessibile ai gusti occidentali cominciano a parlare (a sproposito) della teoria quantica e della formula di Einstein. Sì, è vero, varie forze sono connesse con i legami tra atomi per formare molecole e forze immensamente più grandi che sono rilasciate dalla rottura della struttura degli atomi. L'effetto della rottura o della formazione dei primi fa parte delle tante reazioni chimiche che si fanno avvenire in laboratorio o nell'industria chimica e perfino nel nostro corpo. Infatti il cibo che noi mangiamo, viene trasformato in parte in tessuti, in parte viene usato come "carburante" dai muscoli per produrre movimento e in parte serve a mantenere la temperatura ideale per il funzionamento di tutti gli enzimi cellulari. Qualsiasi sforzo fisico richiede quindi energia chimica e produce calore in quanto i muscoli bruciano carboidrati e rilasciano calore, ma questa energia non è fortunatamente quella descritta nella formula di Einstein, altrimenti ci sarebbe il rischio che uno spaccalegna molto robusto potrebbe ripetere... Hiroshima.

e. La medicina alternativa si diletta poi a percorrere sentieri fantastici e naturalmente impossibili a provarsi. Per esempio:

"La medicina occidentale è più pronta ad affrontare la sintomatologia d'urgenza, le carenze congenite ed acquisite. la medicina orientale è più atta ad affrontare le malattie a livello del "divenire" più che dello "stato patologico". Bisogna curare l'ammalato prima che esso lo díventí"si legge nei Nei King, mentre "quando gli organismi sono colpiti e il malato è tra la vita e la morte, il medico è un cattivo operaio, L'operaio superiore regola l'energia (8)."

E' chiaro che questa affermazione non è provabile, infatti se mi ammalo senza aver praticato l'agopuntura preventiva, allora si può dire che mi sono ammalato perché "non ho regolato l'energia", se invece non mi ammalo è perché l'agopuntura mi ha evitato di ammalarmi. Il problema nascerebbe invece quando avessi praticato l'agopuntura... eppure mi fossi ammalato. Niente paura; si potrà sempre affermare che la profilassi non era stata completa. Queste affermazioni fanno nascere però altre domande; per esempio: chi pratica bene l'agopuntura non si ammala mai? Se non si ammala mai, allora non muore mai? Agopuntura = Immortalità? Eppure il grande "Imperatore Giallo Huang Ti che ha dato origine al testo di agopuntura è morto: come mai?

f. Ci sono delle affermazioni che sgorgano dagli assiomi iniziali e che portano in sé tutti i limiti connessi con le basi gratuite e fantasiose dell'antropologia cinese:

"La vera agopuntura è e può essere soltanto eziologica; quanti parlano di agopuntura "placebo", "endorfinica", non hanno presenti i termini della questione. Essa cura le affezioni dell'uomo partendo dall'eziologia esogena od endogena; le specializzazioni mediche occidentali avrebbero molto da imparare dall'impostazione terapeutica della medicina orientale". (9)

"... Certe malattie che oggi l'agopuntura non è in grado di curare domani riuscirà ad affrontarle: esso è basato su un sistema dinamico qual è quello energetico .(10)

Quindi abbiamo capito bene, è tutto come se fosse già stato "dimostrato", l'agopuntura "cura le affezioni dell'uomo" non cura i sintomi ed è quindi un dato "sicuro" che le malattie, che "oggi l'agopuntura non è in grado di curare, domani riuscirà ad affrontarle". 

g - Quali sono i risultati dell'agopuntura? Evidentemente al disotto di quelli che si aspetta l'autore, infatti così scrive:

"... Quando ci si rivolge all'agopuntore senza pregiudiziali di affezioni, si potrà sperimentare l'autentico valore dell'agopuntura, perché basata sulla potenzialità delle risorse umane che superano spesso i limiti della speranza". (11)

Riemerge continuamente il delirio di onnipotenza che sta sempre sotto i sogni New Age e che accompagna sempre più spesso i discorsi delle terapie alternative. Nelle condizioni ideali di fiducia nell'agopuntura succederà che "si potrà sperimentare l'autentico valore dell'agopuntura: questa infatti è basata "sulla potenzialità delle risorse umane" che superano anche "i limiti della speranza". 

Alcune sere fa, su un canale televisivo nazionale, una maga spiegava che il prossimo millennio avrebbe rappresentato il raggiungimento dell'ideale umano più anti-cristiano possibile nella sua essenza: l'uomo non avrà più bisogno di nessuno (cioè di Dio) perché sarà capace di fare tutto da solo. Così l'uomo sarà DIO. Vale la pena di ricordarsi alcune delle cose che Gesù ha insegnato?

«lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» " (Gv 15,5);

"... «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» " (Gv 14,6);

e san Pietro, che ha conosciuto Gesù - e a cui bastava sfiorare con la propria ombra gli ammalati perché essi guarissero - dinanzi al sinedrio, parlando di Gesù, può proclamare con sicurezza:

"«In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» " (At 4,12)

Eppure Pietro come "guaritore "poteva vantare risultati più grandi dei pranoterapisti o degli agopuntori. Se crediamo al Vangelo possiamo anche credere ai trionfalismi del New Age?

 i. Vale la pena, così di passaggio, riflettere anche un poco sui problemi che potrebbero derivare dall'agopuntura agli ignari "pazienti". Nello stesso testo troviamo descritti i possibili pericoli che l'agopuntura racchiude in sé:

"A questo proposito è opportuno sottolineare che non è assolutamente vera l'affermazione secondo cui l'agopuntura se non fa bene, non fa neanche male. Non si deve dimenticare che esso si basa sulla manifestazione dell'energia umana; l'errore può portare al defedamento, alla malattia fisica o psichica, alla morte anticipata"(12)

 

NOTE:

1) ANTONIO MONTI; «Lezioni di Agopuntura», ed. Montes Bologna (198 1).

2) Ibid.; 1.1, p. 3.

3) L'uso dell'agopuntura senza il ricorso ai "meridiani cinesi, ma stimolando invece le terminazioni nervose, viene degradata a "riflessologia " e definita "un'agoterapia ", solo perché non prende in considerazione l'antropologia taoista. Si vede quindi con chiarezza quanto le filosofie orientali sono necessarie alle medicine alternative che accompagnano e quanto non sia possibile distaccarsi da esse.

4) A. MONTI; Op. Cit. 1.2., pp. 3-4

5) Si noti il disprezzo per la scienza. 

6) A. MONTI; Op. Cit.; 1.3, p. 4. 

7) lbid.; 1.4., p. 4.

8) Ibid.; 2.4., p. 5.

9) lbid.; 3.2., p. 5.

10) lbid.; 3.3., p. 5. 

11) lbid.; 3.4,pp. 5-6.

12) Ibid. 4.3 p.15